N.B. Viene esposta sintesi della patologia; per una più completa esposizione si rimanda il visitatore a trattati specifici. (vedi nota informativa in "home")
CARCINOMA DELLA PROSTATA
Il carcinoma della prostata si identifica con un tipo di neoplasia maligna che si sviluppa nel contesto della prostata. Il tumore si sviluppa quando le cellule della prostata mutano e iniziano a moltiplicarsi al di fuori dei meccanismi di controllo. Queste cellule possono dare luogo a metastasi dalla prostata in altre parti del corpo, specialmente alle ossa e ai linfonodi. Il tumore alla prostata può causare una sintomatologia urinaria sovrapponibile a quella dellipertrofia prostatica benigna, oltre ad una sintomatologia derivante dalle lesioni metastatiche.
Il tumore prostatico viene spesso scoperto all'esame clinico o per il tramite di esami ematici, come la misurazione del PSA (antigene prostatico specifico). Un sospetto tumore alla prostata è tipicamente confermato tramite lesame istologico di più frammenti di tessuto (biopsia). Si può ricorrere a ulteriori test come l'ecografia, la radiografia tradizionale, la TC e la scintigrafia scheletrica, per determinarne la diffusione e se il tumore abbia o meno originato metastasi.
Il tumore prostatico si può trattare con la chirurgia, la radioterapia, la terapia ormonale, occasionalmente la chemioterapia, o combinazioni di queste. L'età e lo stato di salute del paziente, così come la diffusione del tumore, l'aspetto microscopico, e la risposta al trattamento iniziale, sono importanti per determinare la prognosi. Poiché il tumore della prostata è una malattia tipica degli uomini anziani, molti di essi potranno andare incontro a morte prima che il tumore possa espandersi o causare sintomi. Ciò rende difficoltosa una selezione del trattamento: la decisione se trattare o meno un tumore localizzato (ossia completamente confinato all'interno della prostata) implica un bilancio tra i benefici attesi e gli effetti negativi in termini di sopravvivenza del paziente e sua qualità della vita.
Eziologia
Le cause specifiche del cancro alla prostata rimangono ancora sconosciute. I primi fattori di rischio sono comunque l'età e la storia familiare. Il cancro alla prostata è molto raro negli uomini sotto i 45 anni, ma diventa più frequente all'aumentare dell'età. L'età media dei pazienti al momento della diagnosi è di 70 anni. Comunque molti uomini non vengono mai a conoscenza di avere questo tipo di tumore. Gli uomini che hanno un familiare di primo grado che ha avuto questo tipo di tumore, hanno il doppio del rischio di svilupparlo rispetto agli uomini che non hanno avuto malati in famiglia.
Nel 70% dei casi l'adenocarcinoma origina dalla porzione periferica, con tipica localizzazione posteriore. Su questa caratteristica si fonda il razionale dell'esplorazione rettale come esame di approccio e completamente diagnostico nella visita di un paziente con corredo clinico ascrivibile a patologia prostatica. La naturale evoluzione della neoplasia prevede l'espansione locale nel contesto della ghiandola e la successiva infiltrazione delle vescicole seminali, del collo vescicale e dell'uretra prostatica, evento che esita verso manifestazioni ostruttive con disuria, pollachiuria, stranguria e talora emospermia. Negli stadi avanzati si ha inoltre infiltrazione del pavimento pelvico e del retto con conseguente tenesmo. Le metastasi linfatiche interessano i linfonodi pelvici fino ai paraortici. La metastatizzazione ematica coinvolge tipicamente le ossa, con tipico interessamento della colonna lombare (più raramente toracica, del femore, della pelvi e delle coste.)
Sintomatologia
Un carcinoma della prostata in fase precoce di solito non dà luogo a sintomi. Spesso viene diagnosticato in seguito al riscontro di un livello elevato di PSA durante un controllo di routine. Talvolta, tuttavia, il carcinoma causa dei problemi, spesso simili a quelli che intervengono nella ipertrofia prostatica benigna; essi includono pollachiuria, nicturia, difficoltà a iniziare la minzione e a mantenere un getto costante, ematuria, stranguria. Può anche causare problemi nella funzione sessuale, come difficoltà a raggiungere l'erezione, ed eiaculazione dolorosa.
In stadio avanzato può causare sintomi addizionali quando si diffonde ad altre parti del corpo. Il sintomo più comune è il dolore osseo, spesso localizzato alle vertebre, alla pelvi o alle costole, e causato da metastasi in queste sedi. La localizzazione vertebrale può indurre compressione al midollo spinale, causando debolezza alle gambe e incontinenza urinaria e fecale.
Diagnosi
Esame rettale (DRE)
L'esame rettale digitale è una procedura in cui l'esaminatore valuta le dimensioni, la forma e la consistenza della prostata: zone irregolari, dure o bozzolute devono essere sottoposte a ulteriori valutazioni, perché potrebbero essere indicative di tumore.
Dosaggio del PSA
Il dosaggio del PSA misura il livello ematico di un enzima prodotto dalla prostata. Livelli di PSA sotto 4 ng/ml sono generalmente considerati normali, mentre livelli sopra i 4 ng/ml sono considerati anormali; livelli di PSA tra 4 e 10 ng/ml indicano un rischio di tumore più alto del normale, ma il rischio stesso non sembra direttamente proporzionale al livello. Quando il PSA è sopra i 10 ng/ml, l'associazione col tumore diventa più forte, tuttavia quello del PSA non è un test perfetto. Alcuni uomini con tumore prostatico in atto non hanno livelli elevati di PSA, e la maggioranza di uomini con un elevato PSA non ha un tumore.
Terapia
La terapia del carcinoma prostatico può comprendere: l'osservazione in assenza di trattamento, la chirugia, la radioterapia, gli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità HIFU, la chemioterapia, la terapia ormonale, o una combinazione di queste. La scelta dell'opzione migliore dipende dallo stadio della malattia, dal punteggio secondo la scala Gleason, e dai livelli di PSA. Altri fattori importanti sono l'età del paziente, il suo stato generale, e il suo pensiero riguardo alla terapia proposta e agli eventuali effetti collaterali. Poiché tutte le terapie possono indurre significativi effetti collaterali, come le disfunzione erettile e l'incontinenza urinaria, discutere col paziente circa la possibile terapia spesso aiuta a bilanciare gli obiettivi terapeutici coi rischi di alterazione dello stile di vita.
Chirurgia
La rimozione chirurgica della prostata, o prostatectomia, è un trattamento comune sia per i tumori prostatici in stadi precoci, sia per i tumori non rispondenti alla radioterapia. Il tipo più comune è la prostatectomia radicale, in cui si rimuove la prostata tramite un'incisione addominale.
La brachiterapia per i tumori della prostata è effettuata impiantando piccole capsule radioattive ("semi") direttamente nel tumore.
La radioterapia utilizza i raggi X per uccidere le cellule tumorali; i raggi X sono un genere di radiazione ionizzante in grado di danneggiare o distruggere il DNA delle cellule in crescita.
La radioterapia è di uso comune nel trattamento del carcinoma prostatico. Può essere utilizzata al posto della chirurgia nei tumori in fase precoce, così come in quelli in fase avanzata per trattare le dolorose metastasi ossee; può essere associata alla terapia ormonale per i casi a rischio intermedio, quando la radioterapia da sola ha meno probabilità di essere risolutiva.
Gli effetti collaterali della radioterapia possono presentarsi dopo poche settimane dallinizio del trattamento. Entrambi i tipi di radioterapia possono causare diarrea e sanguinamento gastrointestinale dovuti a una proctite da radiazioni, così come incontinenza urinaria e impotenza. I sintomi tendono a migliorare nel corso del tempo
Terapia ormonale
La terapia ormonale (terapia di prima linea) si fonda sullormono-dipendenza del tumore: utilizza i farmaciper impedire alle cellule tumorali della prostata di assumere diidrotestosterone (DHT), un ormone prodotto dai testicoli e dalla prostata stessa, e necessario alla maggioranza dei tumori per accrescersi. Bloccare il DHT spesso fa sì che il tumore smetta di crescere e anche diminuisca di volume. Nella stragrande maggioranza dei casi la terapia ormonale permette lunghissime sopravvivenze. Tuttavia la possibile insorgenza di cloni cellulari ormono-indipendenti determina resistenza alla terapia ormonale e la risalita del PSA con conseguente variazione della terapia (terapia di seconda linea).
Il Dott. Mazzone, occupandosi di tutte le terapie del tumore prostatico, pone indicazione all'uno o l'altro trattamento dopo un lungo colloquio con il paziente, in occasione del quale si illustrano indicazioni, controindicazioni, alternative terapeutiche, conseguenze e possibili complicanze di ognuno dei trattamenti previsti per tale patologia.