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      IMPOTENZA:

La disfunzione erettile (impotenza) o Deficit Erettivo è l'incapacità di raggiungere e/o mantenere un'erezione sufficiente per un rapporto sessuale soddisfacente. Può comparire in tutte le decadi di vita, dal termine della pubertà alla vecchiaia; per alcuni uomini può essere un problema occasionale, per altri un problema frequente. E' importante sottolineare che avere una disfunzione erettile non significa non essere capaci di avere un orgasmo o un'eiaculazione o non essere fertili.

I meccanismi patogenetici responsabili della disfunzione erettile (impotenza) sono molteplici, ma prima di prenderli in considerazione è ben fare una breve riflessione sulle basi anatomo-fisiologiche responsabili dell'erezione.Durante l'eccitazione sessuale, il sistema vascolare che costituisce i corpi cavernosi e spongioso viene riempito di sangue in virtù di un iperafflusso di sangue arterioso e di un blocco del deflusso venoso, il tutto grazie ad un complesso gioco di microsfinteri vascolari. In questo modo il sangue arterioso giunto nei corpi cavernosi e spongioso viene "intrappolato" all’interno, determinando quindi l'erezione peniena. Successivamente, il rilasciamento degli sfinteri venosi determinerà il deflusso di sangue dalle strutture erettili, quindi la loro detumescenza ed il ritorno del pene allo stato di flaccidità. E’ importante sottolineare come alla base del meccanismo erettivo ci sia una stretta sinergia tra il sistema nervoso centrale (dove nasce il desiderio attraverso le sensazioni visive, tattili, olfattive e psicogene) e il sistema vascolare, previa integrità dello stesso e delle vie nervose periferiche ed un adeguato ambiente ormonale.

Un qualsiasi fattore perturbativo (neurologico, vascolare, ormonale, metabolico, psicogeno), agente su uno o più meccanismi implicati, può provocare problemi di erezione (impotenza). E’ inevitabile che l’invecchiamento comporti una progressiva perdita di efficacia dei sofisticati sistemi che inducono l’erezione e quindi un certo grado di disfunzione erettile (impotenza) rappresenta un fenomeno parafisiologico nell’età avanzata. Esistono tuttavia una serie di fattori di rischio che, a prescindere dall’età, si associano alla disfunzione erettile (impotenza). Vengono di seguito ricordati i più comuni:

- malattie vascolari e cardiovascolari (es. cardiopatia ischemica) e fattori di rischio ad esse correlate come ipertensione arteriosa e dislipidemie

- diabete mellito, obesità, abuso di alcol e droghe

- fumo, principalmente di sigaretta

- alcune classi di farmaci di comune uso psichiatrico o internistico (possono indurre e/o aggravare una disfunzione erettile)

- patologie neurologiche e psichiatriche

- interventi chirurgici e radioterapici sulla pelvi (es. la prostatectomia radicale è la causa più frequente di disfunzione erettile)

- insufficienza renale ed epatopatie

Tra i fattori psicogeni, rientrano principalmente le situazioni di ansia e/o depressione oltreché problemi di coppia

E’ chiaro a questo punto che un corretto inquadramento diagnostico del paziente con deficit erettile deve tener conto sia della componente organica, sia della componente psichica del paziente e della sua componente relazionale con la partner.

I primi accertamenti da eseguire sono gli esami di laboratorio (compresi i dosaggi ormonali) ed una ecografia dell’apparato urogenitale.

Se dai primi accertamenti emergono cause organiche (es. diabete, ipertensione, vasculopatie, o endocrinopatie), il paziente è avviato sia ad una terapia eziologica specifica (mirante a correggere i fattori di rischio) e, se necessario, all’eventuale approfondimento diagnostico per la disfunzione erettile (impotenza) come per es. la valutazione vascolare  all’eco-Color Doppler Penieno prima e dopo iniezione intracavernosa di sostanze vasoattive (PGE) ed infine eventualmente ad una terapia specifica per la disfunzione erettile (impotenza).

 Se invece dagli accertamenti diagnostici di base si conclude per una preponderante componente primitiva psicogena, si potrà prendere in considerazione una terapia sessuale individuale o/e di coppia.

La terapia farmacologica più utilizzata è costituita dagli inibitori della PDE-5 (5-fosfodiesterasi). Si tratta di una categoria di farmaci il cui meccanismo di azione prevede l’inibizione dell’enzima che degrada il GMP ciclico, mantenendo nel tempo il rilassamento della muscolatura liscia dei corpi cavernosi e quindi l’erezione. In termini meno tecnici, si tratta di un principio farmacologico che sfavorisce la perdita dell’erezione, facilitando quindi la stessa. E’ implicito in tale affermazione che, ai fini dell’espletamento dell’attività sessuale, vengano attivate le normali procedure innescanti l’erezione stessa (desiderio sessuale, preliminari, ecc.), con mantenimento della normale sequenza che caratterizza l’atto sessuale umano, non rendendo questa terapia “innaturale”.

Qualora il paziente si trovi in una situazione di franco ipogonadismo ( con bassi livelli di testosterone), questa situazione dovrà essere corretta mediante la somministrazione di testosterone mediante preparati a lento rilascio (per via intramuscolare o transdermica).

In caso di inefficacia della terapia orale o di impossibilità all’utilizzo della stessa, l’opzione terapeutica alternativa è la somministrazione in sede intracavernosa di un farmaco (Prostaglandina) che provoca l’erezione tramite l’attivazione dell’ AMP ciclico. Il suo utilizzo richiede un addestramento specifico del paziente circa le modalità di iniezione e l’ottimizzazione personale del dosaggio, pena l’inefficacia o l’eccesso di risposta, situazione questa che porta a complicanze quali erezioni prolungate e dolorose (priapismo).


 


 

                                                       

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