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La Ritenzione Urinaria

Per Ritenzione Urinaria si intende fondamentalmente la presenza di variabile residuo vescicale post-minzionale, con sovradistensione vescicale.
Questo avviene per affezioni urologiche assimilabili nel gruppo delle “ostruzioni cervico-uretrali”: malattie che coinvolgono la vescica, il collo vescicale, la prostata, l’uretra quindi malattia del collo vescicale, ipertrofia prostatica tumorale e non, stenosi uretrale, vescica neurologica, fimosi serrata, cistocele marcato nella donna etc.
Il progressivo aumento del residuo vescicale post-minzionale determinando riduzione del volume urinario emesso, si comporta come un ostacolo allo scarico di ambedue i reni causando una dilatazione delle vie escretrici (calici, bacinetto, ureteri) configurandosi così una ureteroidronefrosi, fino all’arresto, nei casi inveterati e gravi, della filtrazione renale e quindi una insufficienza renale.
La Ritenzione Urinaria viene quindi distinta in:
- Ritenzione Urinaria Acuta, quando avviene improvvisamente ad esempio per congestione acuta di una prostata ipertrofica o per un calcolo uretrale;
- Ritenzione Urinaria Cronica, quando invece il paziente presenta un residuo post-minzionale che aumenta in quantità nel tempo;
Quest’ultima viene distinta in:
- Ritenzione Urinaria Cronica Incompleta, quando viene comunque emesso un volume urinario, anche esiguo;
- Ritenzione Urinaria Cronica Completa, quando non viene più emesso alcun volume urinario, dopo un periodo di ritenzione cronica incompleta;
In quest’ultimo caso è facile assistere ad un fenomeno definito “iscuria paradossa” che consiste in un gocciolamento continuo involontario di urina dal meato uretrale esterno a causa della sovradistensione vescicale.
La terapia della Ritenzione Urinaria è risolvibile chirurgicamente nella maggior parte dei casi.
N.B. Esame fondamentale per monitorare uno stato di ritenzione urinaria è la Uroflussometria.